Sonetto XlX

scritto da Michele 57
Scritto Ieri • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 22 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Michele 57
Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto XlX
di Michele 57

Il canto de l’augei e fresche fronde,
stormendo, cullan i miei sogni vani,
hor ch’il ritroso mormorar diffonde
un rivo cheto; par da spiri arcani

a pena mosso, con le chiare onde
che sfioran l’orme de’ miei passi umani,
mentre un’auretta lieve le sue sponde
carezza co’ capegli suoi diafàni.

Il sol s’inchina e già s’estingue ‘l giorno;
non più risona ‘l canto de’ l’augelli,
soggiungon l’ombre ne le piagge intorno.

Né più, mia ninfa, ancor, meco favelli;
te n’gisti ratta, senza più ritorno,
teco ghermendo i giorni miei più belli.
Sonetto XlX testo di Michele 57
5

Suggeriti da Michele 57


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Michele 57